QUALCHE RIFLESSIONE SUL CONCETTO DI “ TERRITORIO” E SULLA PROPOSTA D’UN OSSERVATORIO E’ con pessimismo che mi accingo a buttar giù queste note. So che, ai più, risulteranno tediose. La sintassi del militante di 30-40 anni fa non è comprensibile a chi è, oramai, avvezzo all’estrema sintesi delle SMS … e mi viene da pensare: “ meno male”. Nonostante ciò provo ad esporre queste mie riflessioni pur sapendole prive di “organicità” e di “carisma” ( e, ancora, “meno male” …). Perché occuparsi del “territorio”? Perché su di esso si svolge la nostra vita: è lo spazio materiale e (dal punto di vista della dimensione tempo) attuale della nostra esistenza; è la sede propria degli indispensabili rapporti sociali. Dal suo assetto dipendono tante cose: l’abitare, la possibilità di intessere relazioni soddisfacenti e ( perché no ?) il senso del piacevole, del bello … Eppure il rapporto che abbiamo con il nostro “ habitat” è profondamente alienato. Le possibilità di scelta si riducono a poca cosa: non vanno oltre la “ conquista “ dell’abitazione ( che sovente diventa la “tana” in cui rifugiarsi) e la frequentazione di alcuni spazi comuni anche ad altri individui ( negozi, bar, ristoranti …). L’organizzazione della città [...]

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