Desideriamo proseguire il dibattito aperto con la riunione pubblica del 13 gennaio. Farlo tramite e-mail può, forse, sembrare un po’ inusuale ed irrituale … In un prossimo futuro avremo la possibilità di utilizzare, per le discussioni, un nostro sito attualmente in allestimento. Sarà più agevole mettere, sistematicamente, a confronto le varie opinioni.

Non ci interessa avere “l’ultima parola”; ci impegniamo a diffondere con lo stesso mezzo, qualsiasi altro contributo al dibattito. Invitiamo, pertanto, coloro che hanno delle cose da dire a proposito di Pinerolo, e del suo assetto urbanistico, ad utilizzare l’indirizzo : ( ). Penseremo noi a inviarlo a tutta la mail list.

Molti interventi, tra i tanti che hanno arricchito la discussione dell’altra sera, presentavano, a nostro parere, un vizio di fondo: identificavano l’Osservatorio 0121 con il Comitato per la difesa di Monte Oliveto. L’equivoco, forse, nasce dalla mancanza, dopo la raccolta firme, di ulteriori iniziative da parte del Comitato. Intendiamoci: noi riteniamo importante (anzi, essenziale) che, su specifiche questioni, i cittadini si pongano come soggetto attivo. Il sottoscrivere un documento è pur sempre un modo ( uno tra i pochi che sono concessi …) di prendere pubblica posizione. Piccola cosa rispetto ad una democrazia diretta ma pur sempre qualcosa.

Il compito, però, che noi, come Osservatorio, ci siamo dati è un po’ diverso. Attualmente meno “movimentista” e con obiettivi che travalicano la singola vicenda. A questo proposito ribadiamo che il nostro interesse per la CP7 è dovuto sì all’importanza dell’episodio ma, soprattutto, ala querelle giudiziaria che ha reso assai più facile raccogliere, su di esso, elementi di conoscenza. Ci auguriamo che si dia attuazione alla proposta di pubblicare (e lasciare permanentemente) sul Sito del Comune tutti gli atti amministrativi. Magari facilitando la ricerca con un “motore interno”. Sarebbe un bel passo avanti sulla strada della trasparenza che ricordiamo essere uno dei presupposti fondamentali della democrazia.

Numerosi gli spunti interessanti colti nel corso del dibattito. Sicuramente meritano ulteriori approfondimenti. Su un paio di questi proviamo a dire subito la nostra …

In primo luogo il problema, sollevato anche dal Sindaco, della “responsabilità”.
Responsabilità per come è andato a formarsi il “pasticciaccio brutto” della CP7 ma anche responsabilità per uscirne. Sul primo punto non ci pare siano state date ulteriori informazioni.

Un consigliere ha fatto notare che il passaggio dal P.E.E.P. al P.E.C. aveva sostanzialmente modificato la natura “sociale” dell’operazione urbanistica. Altri hanno osservato come la popolazione (?) sia stata, nel corso del lungo iter, in qualche maniera coinvolta senza, peraltro, si manifestassero opposizioni … Altri ancora, invece, hanno lamentato la scarsa possibilità di partecipazione … Insomma non sono emerse grandi novità; a quanto si sa, tutto sembra essersi consumato all’interno del “Palazzo”. In questo senso appare coerente (e legittima)la posizione del Sindaco che rivendica a sé ( e alla Giunta) la responsabilità di una decisione definitiva. Quale, però,essa sia non è stato detto. Come già osservammo, in nome di una presunta maggior efficienza, si tende sempre di più ad accentrare il potere decisionale in poche mani. Probabilmente è questa una delle cause (certo non l’unica … ) della sempre maggior disaffezione dei cittadini verso la “ politica” e verso chi la interpreta. Ne è prova, ad esempio, il crescente astensionismo elettorale. Crediamo sia interesse della democrazia, anche e soprattutto della sua forma rappresentativa, accettare la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni. E’ questione delicata e cruciale e su di essa ritorneremo.

Alcuni interventi hanno evocato la figura di un ipotetico cittadino che, impegnati i propri risparmi, per investire su un’area, si ritrova, alla fine, con in mano un pugno di mosche. Ovvio il suo risentimento … All’apparenza una similitudine inoppugnabile (almeno dal punto di vista del comune sentire). Proviamo, però, a “falsificare” l’argomentazione per vedere se regge all’’ulteriore verifica. Se, ad esempio, a impedire la concessione fosse non il Comune ma la Sovraintendenza Regionale con un suo parere negativo, tutto cambia. In questo caso (plausibile in quanto non è affatto scontata l’approvazione per il fatto stesso che deve essere richiesta)vacilla la sicurezza nel buon diritto dell’ipotetico cittadino. Tanto più se, modificata la non essenziale condizione di contorno, sostituiamo “ risparmiatore” con “speculatore”. Nulla è cambiato nella sostanza dell’asserto iniziale ma viene a cadere il motivo di compatimento. Quasi, quasi ci viene da dire: se l’è cercata … Il fatto è che non sempre il senso comune ( frutto del conformismo sociale) coincide con il buon senso. Una proposizione quale quella esaminata non ha valore assoluto. La assumiamo come valida quando prevale, nel nostro pensiero(condizionato dal clima d’opinione dominante), la concezione individuale e privatistica della città. Nell’Urbanistica si è, da sempre, manifestata la contrapposizione tra interesse privato ed interesse pubblico. La sintesi ideale consisterebbe nell’armonizzare i due aspetti ma ciò avviene raramente. Nei diversi periodi storici, a seconda dei rapporti di forza, l’uno tende a prevalere sull’altro. Nel 1977, ad esempio la Legge regionale N° 56 indicava nelle sue finalità il “ conseguimento dell’interesse pubblico generale, con la subordinazione ad esso di ogni interesse particolare e settoriale” ( art. 1/ comma 7). Negli anni a seguire la prassi pianificatoria ha spesso tradito questo indirizzo. L’impianto stesso della 56 è stato, in gran parte, demolito e la Legge è ora in attesa di “rottamazione”. E’ il prezzo pagato all’ideologia (e, soprattutto alla pratica) neoliberista che, in questi ultimi trent’anni, è nettamente prevalsa diventando egemone anche nelle Pubbliche Amministrazioni. Oggi la situazione è confusa. Molti cominciano a rendersi conto che la città è costretta a crescere perché la produzione persegue l’accumulazione dei profitti indipendentemente dagli effettivi bisogni. D’altra parte un così lungo periodo di “Italia da bere” ha lasciato incrostazioni mentali che nascondono possibili alternative.

Infine, visto che nella serata del 13 gennaio sono intervenuti esponenti di “Salviamo il paesaggio” ricordiamo che il Forum nazionale sta per avviare un’importante iniziativa: il censimento (tramite un’apposita scheda in via di elaborazione)di tutti gli edifici inutilizzati nei vari Comuni d’Italia.

La locandina dell’evento:

Pinerolo gennaio 2012

Osservatorio 0121

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